Recuperare da un infortunio al tempo di Coronavirus

Il 2020 è stato finora un anno difficile per il freerider Giant Reece Wallace. Ma nonostante lo stop dovuto ad un misterioso infortunio, il canadese è rimasto positivo e ha fatto grandi progressi. Qui riflette sul suo percorso per tornare in salute e, anche se come molti di noi ha vissuto in isolamento in questo periodo, la gentilezza degli estranei ha avuto un ruolo importante nella sua guarigione.

Isolamento. Sta interessando il mondo intero in questo momento. Ha messo a tacere le nostre città, le nostre montagne e i nostri sentieri. Nella maggior parte del mondo strade, negozi e parchi sono vuoti - Continuo a pensare a come tutto questo assomigli all'inizio di un film sugli zombie. Siamo incoraggiati a stare in case, non pedalare e restare a distanza dagli altri.

Questo isolamento è stato difficile da affrontare per tutti. Non essere in grado di fare ciò che ami e dover trascorrere la maggior parte del tempo in casa può causare preoccupazione, stress o ansia per l'incertezza che ci attende. Sono emozioni che sto combattendo da quattro mesi, prima dell'inizio dell'epidemia di Covid-19.

Durante le vacanze di Natale, stavo guidando in un bike park al coperto quando ho avuto improvvisamente un forte mal di testa. Non ci ho pensato molto, concentrandomi solo sulla mia classica routine di allenamento. La mattina dopo mi svegliai con fischi alle orecchie, vista offuscata, vertigini, dolore al collo e confusione generale. Non avevo idea di cosa stesse succedendo.

Nelle settimane seguenti ho visto medici, specialisti, fisioterapisti, chiropratici, optometristi e altro ancora. I medici hanno eseguito più risonanze magnetiche, scansioni TC e raggi X. Nessuno sapeva quale fosse il problema. Durante la notte, sono stato colpito da una misteriosa condizione che ha sconcertato il mio team medico e aveva le caratteristiche di una brutta commozione cerebrale. All'esterno apparivo normale, ma stavo attraversando uno dei momenti più difficili della mia vita.

Nei mesi a venire, sono stato rinchiuso a letto o in uno studio medico. Dormivo 12 ore a notte e ho provato di tutto, dalle punture alle diete antinfiammatorie ai trattamenti chiropratici, ma nulla mi dava sollievo.

Proprio quando pensavo che le cose non potessero andare peggio, il coronavirus ha colpito il mondo e tutti i servizi medici su cui facevo affidamento hanno chiuso. Le previsioni per le mie condizioni sono peggiorate e non sapevo cosa fare. Aspettavo da mesi diversi appuntamenti dagli specialistici ed erano stati tutti cancellati da un giorno all'altro.

Senza alcun miglioramento in vista, ho continuato con i miei esercizi fino a quando ho ricevuto una telefonata da una dottoressa che aspettavo di vedere da mesi. Anche tutti i suoi appuntamenti erano stati cancellati ma mi ha proposto una visita in videoconferenza. A pochi minuti dall'inizio della chiamata, mi disse che avevo irritato un nervo del collo e che questo stava scatenando tutti quei sintomi. Ha spiegato come anni passati in una posizione di guida in avanti e i forti impatti fossero la causa di muscoli del collo deboli e costantemente tesi. Questa combinazione stava impedendo la corretta funzione nervosa.

Reece ha trascorso molto tempo nella sua palestra di casa che si trova a Nanaimo, nella Columbia Britannica. Oltre ad allenamenti di forza, fa regolarmente esercizi per aiutare una condizione nervosa chiamata nevralgia occipitale che influisce sulla sua vista. Gli esercizi sono progettati per rafforzare, allungare e migliorare la vista. Sono stati studiati su misura dal suo optometrista e hanno contribuito a riportare la sua visione quasi al 100%.

Ho iniziato con un paio di farmaci e in una settimana si vedevano già i primi segni di miglioramento. Ma il dottore ha detto che avevo bisogno di un programma completo di fisioterapia e rafforzamento che andasse ad integrare i medicinali, ma tutte le strutture erano chiuse. Ho quindi pensato di utilizzare i social media.

Qualche giorno dopo, ho pubblicato una foto su Instagram parlando di ciò che stava succedendo e ho chiesto aiuto, cosa che non avrei mai fatto in circostanze normali. Con mia sorpresa, il mio feed è esploso con commenti, messaggi e telefonate di amici e sconosciuti che hanno offerto il loro supporto. Ho ricevuto messaggi da persone che avevano passato la stessa cosa e volevano aiutare e da molte persone che stanno tuttora vivendo quella condizione ed erano in cerca di risposte.

Abbiamo fatto un'incredibile scoperta: una fisioterapista specializzata in riabilitazione neurologica. Mi ha inviato un messaggio e mi ha spiegato in dettaglio come avesse dovuto affrontare la stessa cosa e come fosse stata in grado di superarla. Inoltre, le piace andare in mountain bike, quindi siamo andati d'accordo da subito subito.

Reece guida la sua bici da strada Giant Defy sul rullo 5 giorni alla settimana. Dice che una volta revocate le restrizioni locali, non vede l'ora di poter pedalare su strada all'aperto.

La dottoressa ha acreato per me un'intera routine di allenamento, stretching e riabilitazione dedicata alla guarigione delle mie condizioni. Tre sere a settimana, mi ha aiutato con chiamate di tre ore che mi hanno rimesso in forma. Mi sta insegnando esercizi per l'allenamento della forza, lo stretching e la respirazione, il tutto rimanendo a casa isolati. È di grande aiuto e parliamo molto di biciclette.

Ioltre, lo sta facendo gratuitamente. Non ci potevo credere. Il suo altruismo e la sua volontà di aiutare un altro rider sono ammirevoli, soprattutto in un momento in cui tutti sono colpiti da questa pandemia. Le sono davvero grato e non vedo l'ora di ripagarla in futuro, oltre che regalarle un sacco di gear.

È stato un periodo difficile per me questo inizio del 2020 e la pandemia non ha di certo migliorato le cose. La cosa positiva è che questa situazione mi ha insegnato ad apprezzare la mia vita e mi ha messo in contatto con persone che altrimenti non avrei mai incontrato.

Allenarsi si sta rivelando fondamentale nella mia guarigione. Come la maggior parte dei ciclisti di mountain bike, ho muscoli specifici eccessivamente forti e stretti. Sì, posso fare 20 giri di bike park e non sentirli, ma poi 20 sit-up mi fanno male. Sto lavorando per allenare al meglio i miei muscoli e il mio corpo con un approccio che punta molto sull'equilibrio.

A Reece piace volare nel suo Cessna 150 del 1974. "Esiste una chiara connessione tra il modo in cui pedalo e il volo", dice. "Il mio stile di guida e di volo consiste in una serie di rischi calcolati: inizia in piccolo fino a passare a manovre più impegnative, pericolose e gratificanti."

Anche se sono ancora in isolamento, mi sto impegnando e sono sulla buona strada per guarire. Ho imparato da altri che lottano con la crisi di Covid o altri problemi di salute che rimanere ottimisti, positivi e concentrarsi solo su ciò che si può controllare fa miracoli. Questa periodo lontano dalla bici ha ulteriormente rafforzato il mio amore per lo sport e sono sicuro che torneremo tutti a fare il tipo di guida che amiamo.

Stay safe and stay isolated.

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